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8月18日 Un intervento... classicoColgo l'occasione per augurare un buon ferragosto a tutti (nonostante sia già passato...).
Questa è stata una settimana intensa piena di emozioni forti e di momenti eccezionali...
Ecco un elenco di cose che ho fatto durante questi giorni:
-Ovviamente il mio lavoro di cameriere
-Conosciuto il grandissimo Massimo di Pavia
-Conosciuto i grandissimi Cristina e Federico di Sassari
-Passato dei momenti fantastici con Danilo, Massimo, Angela Maria, Marianna, Cristina e Federico
-Giocato a ping pong
-Andato all'Eta Beta col mitico gruppo del derby
-Passato un momento straordinario con Angela
-Pianto perchè i migliori se ne sono andati dall'albergo (Angela, Marianna, Massimo)
-imparato filastrocche che contenevano la parola "classico"
-imparato un po' di sardo
-meditato sull'andare all'università a Sassari
-beccato da Pavel la notte
-fatto servizio nella serata di ferragosto dove era tutto stupendo
-aver rivisto i miei amici (Paolo, Bevx e Martina)
-andato per negozi a vedere i portatili
Penso di aver detto quasi tutto... quindi ora vi saluto e voglio lasciare un ultimo messaggio al mitico gruppo del Derby:
Per Danilo, Massimo, Angela Maria, Marianna, Cristina, Federico:
SIETE MITICI... GRAZIE DI TUTTO QUELLO CHE MI AVETE FATTO PASSARE IN QUESTA SETTIMANA...
8月7日 Le cose che ho e che mi mancano a FolgaridaQui a Folgarida la vita procede...
Tra momenti felici e pianti per stanchezza e litigate varie sono pochi i momenti liberi... adesso lo uso per scrivere sul blog...
Ho deciso di scrivere un elenco di cose che ho a Folgarida e quelle che mi mancano...
*NOTA: non sono in ordine di importanza
Cose che ho:
-la pace dal mondo esterno
-un grande amico mio compagno di stanza... (grande Espo)
-nuovi amici tra i camerieri (vado d'accordissimo con la Sa...)
-più soldi
-la visone di belle ragazze che continuo a conoscere
-una camera dove leggere i miei libri di matematica e dove cercare nuove formule per diventare famoso (lasciatemi sognare)...
-più esperienza sia con la gente sia come cameriere
-la voglia di scrivere un libro
Cose che mi mancano:
-la mia famiglia
-i momenti di relax
-i miei amici del tram
-i miei compagni di classe (non escludo nessuno... alla fine sono tutti mitici)
-parlare su msn soprattutto Sara e Sharon
-Margherita e Giulia con cui cercare cosa fare la sera...
-il mio computer e l'ADSL
-i telefilm
Come avete letto anche scrivere un libro è nelle mie idee...
infatti ho già incominciato e ne riporto un pezzo (Non guardate gli errori e le frasi sconnesse... i particolari alla fine):
Brunswick, 1787
In quella piccola scuola alla periferia del villaggio il professore di matematica aveva appena finito di assegnare un compito ai suoi alunni.
Il signor Schumann era un docente molto estroverso. Adorava la sua disciplima e aveva sempre in tasca una tabella che poteva essere quella dei numeri primi come quella dei logaritmi. Ormai con il volto solcato dal tempo, era in procinto di abbandonare il suo lavoro, nonostante provasse ancora una gran gioia nel sedersi su quella sedia dietro la cattedra.
Gli alunni notavano in lui un'aria stanca. Infatti il professor Schumann aveva passato la notte in mezzo a fogli pieni di appunti. I suoi momenti liberi li passava alla ricerca di nuovi orizzonti di quella disciplina che amava molto. Era proprio per questa sonnolenza che aveva assegnato un compito semplice, ma che occupasse molto tempo che il docente avrebbe utilizzato per recuperare le ore perse la notte precedente. [...]
Schumann aveva chiesto di sommare i primi cento numeri naturali pensando così che i ragazzi avrebbero consegnato la loro lavagnetta solo dopo ore e ore di lavoro.
Tuttavia non fece in tempo a mettersi comodo che trovò un suo allievo in piedi davanti alla cattedra.
"Ragazzo, hai deciso di farti rimandare nella mia materia? Se non svolgi il compito, ciò accadrà molto presto."
Tuttavia l'alunno ignorò le parole di Schumann e gli mostrò la lavagnetta. Scritto col gesso c'era un solo passaggio e il risultato: 5050.
Il professore diede uno sguardo all'esercizio: dopo aver letto quel numero a quattro cifre guardò con aria stupita il giovane. [...]
"Signorino Carl Friedrich Gauss, pensi di riuscire ad ingannarmi? La matematica è un'arte che si impara solo esercitandosi, non imbrogliando se stessi!"
P.S. Il testo potrebbe subire variazioni nel tempo... |
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